Amazon Prime Wardrobe porta il negozio a casa tua…definitivamente

Ed eccoci qui, di nuovo Amazon, di nuovo un’idea geniale (Amazon Prime Wardrobe), di nuovo entusiasta per un servizio che chissà quando mai potrò usare! Ma non importa, ci piace lo stesso.

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Aperitivo alternativo col supporto Amazon

Della serie: adoro Amazon ma il supporto Amazon ogni tanto tenta di farmi esplodere. Stavolta è arrivato un angelo salvatore, anzi, una angelo salvatore.

Chi lavora su Amazon sa che quando si carica un prodotto nel proprio inventario ci si deve per forza agganciare all’eventuale scheda prodotto creata dal primo che ha deciso di vendere quell’oggetto sulla piattaforma, no matter what, nel bene e nel male.
Se sei fortunato il collega prima di te ha caricato una bella scheda, completa di tutte le info che tu vorresti far vedere al cliente, belle foto, dettagli e via dicendo. Se sei sfortunato trovi come titolo “lavatrice” o “speed 2” e basta…. O peggio ancora trovi le informazioni sbagliate, gli EAN invertiti, il colore scritto male.
Correggere un dato è ovviamente molto più rognoso di caricare quello corretto da zero.
Se poi serve, per qualunque motivo, aiuto dal supporto venditore non sempre riesci ad evitare di arrivare al limite del tuo punto di esplosione (ho ben poca pazienza a volte, ahimè, lo so).

Nelle scorse settimane mi sono occupata per un cliente (nonché produttore) di preparare, ottimizzare e caricare circa 450 prodotti su eBay ed Amazon, Italia ed estero.
Tutto bene, non fosse che su Amazon -mi rendo conto scorrendo i prodotti già caricati dalla concorrenza- il marchio del mio produttore è scritto in modo sbagliato. In TUTTI i prodotti che vedo online.

Contatto subito l’assistenza per capire come risolvere il problema e correggere il dato senza perder troppo tempo…la risposta già mi fa subodorare il casino. Da qui in poi riassumerò i dialoghi che si sono svolti più o meno così:

Operatore 1: purtroppo l’unico modo di segnalare un errore del genere nel catalogo è indicare un po’ alla volta tutti gli ASIN errati e dimostrare che il dato corretto è l’altro, fornendo una foto dove si veda l’EAN nella confezione

Laura: sì capisco ma, realmente, sto per caricare quasi 500 prodotti, tutti dello stesso marchio…e quello che c’è scritto da voi è un produttore che non esiste proprio. Sono qui, da loro, in sede centrale, posso chiedere in amministrazione tutti i documenti che volete, posso farvi parlare col titolare, fare una foto del logo fuori dall’azienda, posso…

Operatore 1: mi spiace ma davvero mi sono informato e non c’è assolutamente un altro modo. Faccia così: PROVI a caricare i suoi prodotti e se poi il dato si aggancia a quello sbagliato ce li segnalerà

…ok, vedo che non se ne esce. Mi concentro sul mio file di caricamento massivo dei prodotti, ogni tanto mi torna in mente quel dubbio ma lo caccio, ottimista…controllo invece ogni dettaglio del mio file, sistemo tutto bene bene e via, lancio il caricamento.

Ed eccolo, nonostante tutto il mio ottimismo…il disastro: i miei prodotti assumono, nonostante il nome del marchio fosse corretto nel mio file, TUTTI il nome produttore sbagliato.

A questo punto mi dispero per un po’, fisso lo schermo in silenzio, scorro lentamente l’elenco di prodotti sbagliati sospirando…ricordo il dialogo di qualche giorno prima con l’operatore 1 e inizio a tremare, ma tento di tener duro, non perdo la speranza, faccio dei bei respiri fondi e poi richiamo

Operatore 2: purtroppo questo dato si può modificare solo con una segnalazione, 5 alla volta, di tutti gli ASIN che hanno questo problema fornendo un link alla pagina prodotto ufficiale del sito del produttore

Laura: seriamente non c’è altro modo? Io davvero, non per fare la difficile, ma sono tanti prodotti. Per di più li ho caricati anche in amazon.de, amazon.co.uk, amazon.fr, amazon.es e OVUNQUE hanno il marchio corretto. Sono gli stessi identici ASIN, controlli pure…

Operatore 2: (controlla quanto detto) è vero in effetti…ma le ripeto, mi dispiace non dipende da me ma non esiste nessun altro modo per richiedere una modifica del genere.

E rinuncio, ringrazio Operatore 2, gli auguro una buona giornata, apro il file col mio elenco ASIN e conto il totale…ma qui ho l’ennesimo dubbio…li potrei magari segnalare per modello o per singola specifica taglia???
A questo punto mi faccio coraggio, persa per persa mi vien da pensare ok, ci riprovo ancora, stavolta scrivendo circa: “Mi confermate quindi realmente che dovrò aprire oltre 500 casi per poterveli segnalare tutti?”

Ahimè, anche Operatore 3 mi dà la stessa triste risposta. Non c’è più nulla da fare, ormai non oso insistere ulteriormente. Mi attrezzo: testo della mail da copiare e incollare in ogni singolo messaggio, elenco di ASIN da segnalare, link diretto al modulo di contatto Amazon, pazienza (tanta) e inizio…1..10..100…246 segnalazioni

…quando…oibò arriva la prima risposta: NON POSSONO prendere in considerazione la mia segnalazione perché fatta da un account che non ha completato correttamente la registrazione…ma come?! L’account è perfettamente funzionante e attivo

Disperata, chiamo l’Operatore 3 che non si capacita della cosa, tentenna, balbetta un ipotetico caso del destino, tenta di dirmi solo che segnalerà la cosa ma davanti alle mie insistenze (che ne sarà dei miei altri 245 casi in attesa? sei pronto ad assicurarmi che non faranno la stessa fine?) decide di rimbalzarmi a un altro dipartimento.
Operatore 4, anzi OperatorA 4 a dire il vero, mi richiama in un paio di minuti. Mi trova in condizioni pietose, disillusa, di venerdì sera alle sette e mezza, reduce da una settimana davvero lunga, mentre mi sforzo di trattenere il nervosismo spiegando di nuovo tutto il problema del marchio e ora anche della mail. Ho solo inserito la mia mail come contatto a cui rispondere, il sistema per qualche errore assurdo rileva che io stia cercando di fare la richiesta col mio account personale invece che con quello del cliente.

(Nel frattempo, un po’ alla volta, continuano imperterrite ad arrivarmi le notifiche della chiusura delle mie richieste senza nessuna soluzione…le guardo accumularsi nella mia casella mail, una dopo l’altra, ormai una cinquantina, pensando a quando dovrò ri-aprirle tutte, di nuovo, non bastasse doverne fare 500 arriveremo almeno a 700 e rotti così)

Ci abbiamo messo un po’ ma Operatora 4 sa il fatto suo, è testarda e risoluta più di qualunque altro suo collega col quale io abbia avuto a che fare, non mi abbandona, chiama la sua supervisor per andare recuperare il bandolo della matassa e alla fine trova la soluzione del primo problema, quello dello scambio di account.
Poi, quando sospiro salutandola con: “grazie…ora procedo con gli altri 250 casi che mi rimango da aprire” conclude serafica:

Operatora 4: “ma mica serve che lei apra tutti queste segnalazioni per chiedere quella modifica. Basta che mi mandi il file con l’elenco completo, no?”

Laura: (ormai sento un coro di angeli in sottofondo, i suoni ovattati, leggeri) “…veramente avevo ricevuto informazioni diverse in vari tentativi ma…non importa, piuttosto…davvero posso farlo? Me lo giura?”

Operatora 4: “certo, se vuole può farlo adesso oppure la richiamo luned…”

Laura: “Nonononono! Facciamo ora, grazie, subito subitissimo”
(nel frattempo le luci si sono spente da un po’ negli uffici, si aspetta che io esca per chiudere la sede per il finesettimana)

UN MINUTO

Abbiamo risolto tutto in UN MINUTO. Con UNA SIGNOLA SEGNALAZIONE aperta.

Nella mia casella di posta, mentre bevo una meritata birra, si stanno di nuovo accumulando le notifiche dei casi rifiutati che avevo aperto nel pomeriggio…credo siano circa una settantina al momento…li cestinerò domani.

La spesa online su Amazon Pantry ovvero: il colosso dai piedi d’argilla

Qualche giorno fa ho testato il servizio di spesa su Amazon Pantry.

Cos’è Amazon Pantry? Come spiega il nome stesso, è la dispensa di Amazon ed è un servizio dedicato ai clienti Prime. Non serve iscrizione ma il servizio compare come categoria interna all’alberatura Amazon e ovviamente anche nei filtri di ricerca dei prodotti.

Insomma un servizio di spesa a domicilio. Grandioso! Mi son detta ovviamente…niente carrelli cigolanti, niente corsie intasate da gente che si scambia gli auguri per l’anno nuovo, niente code alla cassa e borse da trasportare, come potrei non provarlo?

Quanto costa Amazon Pantry? Anche se solitamente la spedizione per i clienti Prime è gratuita, quella del servizio Pantry costa 3,99€ a scatola. Non è una bella mossa, è vero, e qualche cliente Prime si è proprio offeso per questo, ma io ci son passata sopra, via, ero troppo gasata ormai.

Carica di entusiasmo ho preso la mia lista della spesa (rigorosamente su Wunderlist) e mi sono messa all’opera.
Come funziona Amazon Pantry? Come per l’acquisto di qualunque altro prodotto si usa la barra di ricerca di Amazon: scrivi quello che ti serve e filtri tra i risultati solo quelli di Amazon Pantry. Quando hai trovato il prodotto che vuoi lo aggiungi al carrello, di ognuno ti viene indicata la percentuale di riempimento della tua scatola Pantry e il sistema calcola automaticamente la somma dei volumi, per indicarti a che punto della tua spesa sei arrivato. Per ottimizzare il costo fisso di 3,99€ a scatola ovviamente cercherai di arrivare il più vicino possibile al 100% di riempimento. Se lo sfori Amazon ti avvisa che stai iniziando la scatola numero 2 e via dicendo.

Ma qui si arriva al primo punto dolente: la selezione di prodotti è purtroppo ancora scarsa e molto standardizzata. Amazon ha puntato su prodotti di largo consumo e marchi conosciuti ma molto, molto ancora rimane fuori dall’offerta disponibile. Tanti degli articoli che trovo senza problemi nei supermercati della mia zona qui non c’è stato verso di trovarli (Nocciolata Rigoni…non rinuncerò a te solo perché su Amazon trovo l’ovvia Nutella e non te).
La ricerca dei prodotti non risulta sempre ottimizzata perché il catalogo prodotti Amazon, ahinoi, non è perfezionato ad hoc per la ricerca da parte dell’utente. Un esempio pratico? I buonissssimi Lindor che tentavo di trovare digitando “Lindt” come ricerca, inutilmente. Eh no, bisognava cercare proprio Lindor perché il titolo in questo caso non riporta la marca, che pure su molti altri prodotti della casa viene indicata. Qualunque logica di organizzazione prodotti impone di indicare la marca come chiave di ricerca essenziale del prodotto. Ma Amazon, lo sappiamo, lavora con le schede prodotto che ha…e moltissime necessiterebbero di una bella revisione.

Non importa “che sarà mai” mi son detta “farò la spesa con quello che c’è!”. A quel punto però il problema è stato riuscire a riempire la scatola per ottimizzare la spesa. Perché spendere il fisso per una scatola e poi lasciare spazio vuoto? Giammai! se la spedizione me la pago voglio perfezionare il mio acquisto al massimo. Però considerato che vivo sola e non avevo intenzione di fare scorte anti-carestia da stipare in dispensa, escludendo i deperibili che sono esclusi dall’offerta Pantry, tolti i prodotti che mi costerebbero meno al supermercato (altrimenti che senso ha?) e quelli per i quali non ho trovato un’offerta soddisfacente per mancanza di scelta…l’impresa si è rivelata più difficile del previsto.
È successo così che invece di chiudere il tutto in mezz’oretta ho dovuto lasciare il mio carrello in pausa per due tre giorni, ritoccandolo di volta in volta quando mi veniva in mente qualcosa da aggiungerci.

A complicare ulteriormente le cose c’è il fatto che i prodotti su Pantry viaggiano a velocità supersonica. Metti in carrello una super offerta sul tuo shampoo preferito convinta di fare l’affare del secolo ma sei ore dopo quel prodotto viene esaurito e, ovviamente, tu che non hai completato l’acquisto rimani a secco e devi aspettare che venga riassortito oppure rinunciare.
I prodotti escono dal tuo carrello, cambiano prezzo (Amazon ti avvisa sempre, giustamente: hei questo prodotto che hai in carrello è passato da 0,85 a 2,56€ E tu no, no, scherziamo? Rimuovi dal carrello. Ma il giorno dopo eccolo che torna di nuovo a 0,85€ e allora su, ci riprovi) Ecco, questo succede ogni singola volta che ricontrolli la tua spesa. Sei in ufficio, in pausa pranzo ci dai uno sguardo e t’ho, c’è sempre una novità. Insomma catturare tutto quello che vuoi nei tempi giusti è roba seria.

Accade poi che quando finalmente tu, acquirente perfezionista e -diciamolo- ostinato, hai riempito la tua scatola con prodotti a prezzo competitivo, senza sprechi o acquisti inutili, ottimizzando al 100% il volume disponibile e clicchi sulla conclusione dell’ordine…leggi la data di consegna prevista. Stai chiudendo l’ordine il 4 gennaio e la consegna prevista è per il: 13 gennaio…13 gennaio???

Ora…sono acquirente Prime, mi abitui per mesi, anni alla consegna espressa nel giorno successivo (che mi esalta sempre un sacco), mi offri un servizio riservato a me come cliente Prime…e poi mi consegni la spesa in nientemeno che 9 giorni? Capisco Epifania di mezzo e l’ordine lo faccio lo stesso, mica rinuncio dopo tutta la fatica fatta.
Ma che delusione, ragazzi. Non ci siamo proprio. Io che qui, dalla provincia dell’impero, mi illudo poter finalmente, grazie a voi, usufruire di uno di questi fichissimi servizi di acquisto online e potermene bullare con gli amici (lo so, lo so, non c’è nulla di cui bullarsi ma non deludetemi anche voi) devo mettere da parte tutto il mio beato entusiasmo iniziale e ammettere mio malgrado che no, stavolta amici di Amazon avete toppato.
Vi ho difesi a spada tratta quando gli amici mi dicevano “ma sei fuori, la spesa online. Vai al supermercato come la gente normale và, invece di farti intortare da queste novità) …ma prima che io come cliente ci riprovi ne dovrete fare, di migliorie a questo servizio.

Ed ora scusate ma ho i piatti da lavare e il detersivo è lì, nella mia scatola Amazon Pantry ancora da spedire, quindi devo davvero andare al supermercato.

 

 

AGGIORNAMENTO AGOSTO 2017: gran belle notizie sul fronte Pantry. Dopo il primo tentativo Amazon mi ha inviato per mail una promozione spese di spedizione gratuite sul successivo ordine Amazon Pantry. Occasione che, ovviamente, non ho mancato di sfruttare…e dopo il secondo c’è stato un terzo ordine, sempre con codice sconto valido per azzerare le spese di spedizione della mia scatola, che come sappiamo costerebbe 3,99€.
Posso dire con gran piacere che la selezione di prodotti è molto migliorata, Amazon ha aggiunto disponibilità di diversi marchi e l’offerta non “balla” più così rapidamente, permettendomi di completare con tutta calma il riempimento della mia scatola nell’arco di tre giorni senza grandi problemi.
Inoltre, udite udite, i tempi di arrivo della scatola sono ora all’altezza dell’offerta Prime. Consegna assicurata in due giorni lavorativi e impeccabile come sempre. Qualità di imballaggio in pieno Amazon style e anche grafica esterna del cartone in versione migliorata, con disegnini (secondario, lo so, ma apprezziamo anche questo piccolo sforzo!)
Vi carico un paio di foto, giusto per condividere la mia gioia. E buoni acquisti!

Esterno scatola Amazon PantryNuovi disegni scatola Amazon Pantry  Alcuni prodotti della spesa pantry Imballaggio interno scatolaImballaggio speciale per bottiglie di vetro  Sacchetto aggiuntivo per lo zucchero