Corsi eBay Confcommercio – cosa c’entro io

Lo so, dicono che sarebbe serio inserire qualcosa tipo una sezione portfolio nel mio sito….e invece non lo faccio, farete richiesta scritta o quantomeno verbale (sapete/sappiate che preferisco comunque scritta) se proprio siete così curiosi.

Presentazione corso eBay VercelliDunque dunque, da un paio d’anni ormai collaboro in un progetto di “avviamento” di aziende al mondo eBay. Il progetto prevede -parlando in modo molto semplice- un corso strettamente operativo di 4 mezze giornate durante le quali accompagno i partecipanti nei primi passi su eBay.

Sono argomenti ovviamente affrontati prima nella teoria ma poi soprattutto a livello pratico, analizzando insieme pezzo per pezzo la Console Venditori di eBay e facendo un pò di test di utilizzo degli strumenti messi a disposizione dei venditori.

Presentazione FB corso eBay VercelliL’argomento più importante rimane ovviamente il caricamento dei prodotti: prezzi, commissioni della piattaforma, impostazione delle regole di vendita (soprattutto delle spedizioni, ahimè, tasto dolente), vendita all’estero e gestione di magazzino e corrieri.

Ma anche gestione del customer service, analisi delle performance venditore e chi più ne ha più ne metta.

Facciamo insomma tutto il possibile perchè i partecipanti non debbano cliccare come pazzi qua e là tra pagine informative, ticket di assistenza e forum online nel tentativo di capire cosa c’è bisogno di fare, cosa cliccare e cosa no, come fare al meglio tutto il possibile per farsi trovare dai clienti e vendere sempre di più, sempre di più, sempre di più.

Quello, appunto, che ho fatto io per mesi (anni?) fino a non avere più dubbi su ogni singola impostazione o sezione di eBay (non è vero, sto mentendo, non finiscono mai le domande e i dubbi!).

Post Facebook Confcommercio PerugiaLa speranza ovviamente è che, una volta tornati nei loro uffici o a casa tranquilli i venditori riescano ad orientarsi facilmente tra i vari pulsanti e possano concentrarsi sulle vendite senza l’ansia dei principianti e senza la paura di fare errori irrimediabili e vedersi chiudere l’account.

Per me è l’occasione per: girare un po’ l’Italia, conoscere dubbi e difficoltà nel preparare e caricare cataloghi prodotto molto diversi uno dall’altro (alimentare, tecnologia, moda e abbigliamento, erboristeria, gioielleria, ferramenta…c’è di tutto, chi vede coppe, trofei e bandiere, o borse fatte a mano, bomboniere, specialità locali, tele d’autore o vini), diventare pazza cercando di far cliccare a 15 persone lo stesso pulsante della console venditori (ragazzi com’è difficile!), allenare le mie doti sociali, la diplomazia e la pazienza (chi mi conosce sta già ridendo…non c’è nulla da ridere ragazzi, sono migliorata tantissssimo da due anni fa).

Per i partecipanti? L’occasione per saltare a piè pasi settimane se non mesi di tentativi incerti su una piattaforma che è perfetta per entrare nel mondo dell’online senza grandi paure (ha una flessibilità che altri marketplace non offrono), aprire una porta al mercato estero (molti venditori hanno qualche esperienza di vendita in Italia ma vogliono tentare l’approccio al mercato europeo se non mondiale), testare i loro prodotti senza dover spendere una follia in pubblicità.

Spariamo almeno qualche numero dai:

  • 12 sedi in Italia che hanno promosso il progetto e creato una o più classi
    Venezia, Mirano, Padova, Udine, Pordenone, Perugia, Modena, Bari, Parma, Como, Vercelli
  • 220 aziende coinvolte (spero di non averne persa qualcuna per strada ma siamo lì)
    con offerta prodotto di innumerevoli settori merceologici
  • oltre 250 i partecipanti
    tra titolari, operativi, amici, parenti, commess* e compagn*

aula vuotaChe poi…io sarò quel che sono, lungi da me qualunque tentativo di negarlo, ma quando a fine novembre ho chiuso l’ultimo corso dell’anno, dopo un mese di corse pazze al mattino per arrivare in orario (immancabili), treni (presi e persi e in ritardo e cancellati), pranzi al volo e birre consolatorie (necessarie, credetemi necessarie!), wifi non funzionanti (ahhh, l’Italia), lotte furiose con margini, percentuali e numeri vari (la matematica questa sconosciuta)…insomma, quando alla fine di un mese carico di gioie e dolori ho controllato che i pc dell’aula fossero tutti spenti e ho raccolto le mie cose…vabbè, lo ammetto, son soddisfazioni che ti tieni strette per un po’.

Così, en passant, un’etichetta di pace

Senza dilungarmi, il fatto è semplice: ho comprato un regalo che consegnerò nei prossimi giorni (tanto non spoilero nulla, chi mi si fila qui) ed è un semplice aggeggino Sodastream per farsi l’acqua frizzante in casa senza doversi portare a ogni spesa un paio di confezioni d’acqua al secondo piano senza ascensore (che lusso).
Non l’avevo sentito nè letto in giro (buuu shame on me) ma a quanto pare l’azienda vanta una bellissima etichetta Made in Israel che dice “This product is produced by Jews and Arabs working side-by-side in peace and harmony”.
E basta, non tiriamo fuori che lì jews and arabs non sono proprio proprio l’unico problema. Siamo contenti dello sforzo e l’etichetta ci piace, tutto qui. Quindi ve la piazzo in allegato. Buon frizzz